Slide 1
Slide 2
Slide 3
Slide 4
Slide 5
Slide 6

About

L’ARTE METAMORFICA DI CATANEA

“Un vero pittore dovrebbe saper dipingere
anche un uomo mentre sta cadendo giù dal quinto piano"  (E.Delacroix)
Come sarà l’arte figurativa di questo primo scorcio del terzo millennio? Affidandosi alla qualità della propria pittura, Stefano Catanea (Firenze, 1955) vuol sostenere che sarà l’arte di quanti sapranno affermare più cospicue valenze inventive. Certo delle valenze estranee alla pseudoarte circolante nell’entropica palude dove s’imbrattano informali tele, si propongono velleitarie performance, opachi video, installazioni badiali e kitsch, o si manovra il mouse d’un computer supportato dalle reti telematiche.
La qualità saliente di questo artista ricco di sensibilità umana e di interessi estetici, rivolto all’impegno culturale e attratto dal mondo psichico, è ravvisabile nella quasi virtusistica funzione degli strumenti tecnici da lui adoperati nel corso di un ultratrentennale lavoro dedicato alla grafica, al design anche pubblicitario, alla scenografia, a svariati esperimenti di scultura, infine a serie pittoriche talora meticolose come miniature o modulate entro metamorfiche visionarietà e suggestioni simboliste con risvolti liberty. Un impegno, questo, dove l’immaginario, con la sua potenza surreale e le sue allusioni al subreale, introduce una nuova realtà smascherata d’ogni falsa apparenza e irriducibile a superficiali percezioni o sguardi fugaci….
Al pari del musicista che sa di non dover prescindere dalla conoscenza della scala musicale o dello scrittore padrone della grammatica e della sintassi, Catanea fonda il proprio impegno su una perizia specializzata, capace d’integrare forma e contenuto: con la consapevolezza- in fondo quella stessa perseguita dai maestri della classicità – che solo la preliminare padronanza del disegno possa conferire al quadro vera dignità d’arte. Così, oltre a essre espressione autonoma, l’elaborato grafico rappresenta per l’autore non certo un’interferenza rispetto ala quadro concluso ma quanto sostiene il pregio d’ una più completa artisticità. In tal senso, restano memorabili le sue finissime grafiche con le seguenziali immagini dell’Islam, divenuto oggetto di culto da parte di alcuni collezionisti. Dopo la mostra fiorentina nelle sale del prestigioso caffè storico letterario delle Giubbe Rosse ( 4- 24 ottobre 2008), Catanea presenta a Roma presso il Caffè dei Pittori in Via Flamia un allestimento miscellaneo e tuttavia armonico di opere contraddistinte dall’alternanza di simboli e miti talora traumatici, di silenzi e incantamenti. Opere soprattutto marcate da operosa gioia e da un ironia sempre vigile. Il residuo di enigmaticità che le avvolge è poi disciolto in una fervida ricerca conoscitiva che, muovendo dalla pulsione dei sensi, perviene a auna puntuale formalizzazione.
Con questa personale romana, l’artista approfondisce ulteriormente la sua ricerca basata sull’invenzione e lo sviluppo di un’ibrida, guizzanti iconografia un pò gotica e un pò barocca, corredata col racconto e la riflessione critica sostenuti dal dinamismo cromatico di un universo visivo abitato da irrompenti, metamorfiche apparizioni.
Dominano, infine, le nuove opere di Stefano Catanea, proposte nel primo scorcio del 2010 svariate rappresentazioni di un reale ora aereo e lieve ora gravato da minacciosi arcani, con un accorata riflessione etica sulla perdita di identità degli individui e una critica intesa come provocatorio “schok estetico", dei miti sociali ed economici promossi dal sistema dei consumi.